Olio d’oliva, perché nei depositi italiani restano quasi 200 mila tonnellate?
Episode 6 min 40s

Olio d’oliva, perché nei depositi italiani restano quasi 200 mila tonnellate?

Perché nei depositi italiani restano grandi quantità di olio proprio mentre si avvicina la nuova raccolta? Ospite di The Breakfast Club su Radio Capital, l’assaggiatore ed esperto oleario Marco Oreggia analizza l’aumento delle giacenze e le difficoltà che attraversano produttori e olivicoltori. Nel corso dell’intervista, Oreggia spiega come la situazione derivi dalla combinazione di più fattori: rallentamento dei consumi, aumento dei costi di produzione, volatilità dei prezzi e fragilità strutturali dell’olivicoltura italiana. Il quadro si intreccia inoltre con gli effetti del cambiamento climatico, la diminuzione degli operatori e l’abbandono di numerose coltivazioni.

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