Musica e religione
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Musica e religione

Musica e religione (testo parziale)

L’ottima musica degli antichi israeliti divenne famosa.

Il canto era essenziale. Eppure, anche la musica strumentale svolgeva un ruolo di primo piano nella loro adorazione. C’erano delle occasioni speciali in cui entrava in gioco.

Ecco un esempio. Il re Davide decise di trasferire l’Arca del patto a Gerusalemme. In quell’occasione il trasporto fu accompagnato da musica strumentale. E Davide danzava attorno all’Arca! All’inaugurazione e dedicazione del tempio di Salomone ci furono sia un’orchestra che un coro che eseguirono della straordinaria musica. I re successivi a Salomone trascurarono questo aspetto religioso, finché non ereditò il trono Ezechia. Questi ripristinò l’adorazione nel tempio, includendo sia musica strumentale che vocale. In seguito, Gerusalemme e il suo imponente tempio furono distrutti, mentre la popolazione sopravvissuta fu deportata a Babilonia. Dopo la liberazione da Babilonia, il governatore Neemia ritenne che fosse importante sia ricostruire Gerusalemme, le sue mura e il tempio che organizzare un’orchestra e un coro. Finita la costruzione delle mura, queste furono dedicate con una gioiosa festa musicale (2 Samuele 6:5; 1 Cronache 15:28; 2 Cronache 5:12-14; Neemia 12:27-31, 38-42).

Anche se le Sacre Scritture ci forniscono diversi dettagli sulla storia della musica, includendo il testo di oltre 150 canti, o cantici (chiamati anche Salmi), di nessuno è stata tramandata una partitura. La sezione biblica che presenta l’epoca Cristiana fornisce solo qualche sporadico dettaglio sulla musica strumentale. Per esempio, nel profetico libro dell’Apocalisse, chiamato anche Rivelazione, l’apostolo Giovanni riferisce: “Sentii provenire dal cielo un suono simile al fragore di molte acque e al boato di un forte tuono; il suono che sentii era come quello di cantori che si accompagnano con le loro cetre” (Rivelazione 14:2). Il versetto descrive un’orchestra “naturale” che emette suoni simili a cetre che accompagnano qualcuno che canta. Che dire del canto? Questo è menzionato in modo chiaro. Per esempio, durante la quarta Pasqua menzionata nei Vangeli, quella in cui Gesù istituì la Cena del Signore, ovvero la Commemorazione della sua morte, si legge che Gesù e gli apostoli cantarono. Sicuramente la musica era tratta dal libro dei Salmi. Quando l’apostolo Paolo e il suo compagno di viaggio Sila furono arrestati e imprigionati a Filippi, si misero a cantare. Paolo scrisse: “Parlate fra di voi con salmi, inni e canti spirituali, cantando e innalzando melodie”. “Continuate a istruirvi e a incoraggiarvi gli uni gli altri con salmi, inni e canti spirituali innalzati con gratitudine; continuate a cantare” (Matteo 27:30; Atti 16:25; 1 Corinti 14:15; Efesini 5:19, 20; Colossesi 3:16, 17).

Leggendo queste parole che invitano a cantare, che però non menzionano in modo diretto la musica strumentale, alcuni ritengono che i cristiani dovrebbero evitare la musica non cantata nelle loro funzioni religiose. Comunque, abbiamo visto che le Scritture menzionano la musica strumentale nell’adorazione più antica.

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