La religione e la guerra
Vescovi in guerra
● Alcuni anni fa i vescovi cattolici degli Stati Uniti scrissero una lettera pastorale che riguardava la guerra nucleare e la pace. La lettera suscitò molte polemiche. In una rubrica opinionistica di Newsday, Michael Gallagher, critico cinematografico della Conferenza cattolica degli Stati Uniti, parlò della “chiesa che abbiamo amato”. Dopodiché ricordò ai lettori che, quanto a guerra e pace, “i risultati dei vescovi sono stati deludenti”. Poi aggiunse:
“Quasi nessuna guerra nella storia è stata più in contrasto con la dottrina della ‘guerra giusta’ di Sant’Agostino che la fratricida e suicida Prima Guerra Mondiale. Eppure, i vescovi l’hanno sostenuta con entusiasmo. Né la loro altrettanto sincera approvazione della Seconda Guerra Mondiale fu qualificata da molta attenzione alle condizioni prescritte nella dottrina. … Lo sciovinismo dei vescovi raggiunse infine un picco che non sarà mai, spero, superato con la famosa fotografia del cardinale Francis Spellman dietro una mitragliatrice in Vietnam. Durante la sua visita in quella tragica terra, questo principe della Chiesa non solo posò per un quadro del genere, ma, per spiegare, citò – non Tommaso d’Aquino, non Sant’Agostino – ma Stefano Decatur: ‘Il mio paese: a ragione o a torto’”.
Religione: un bene o un male per l’umanità?
● Molti credono che l’influenza della religione sull’umanità sia stata generalmente positiva. Ma H. Gordon Green, editorialista del Toronto Star, ha scritto nel lontano 1983:
“[Ho il] vago sospetto che la religione sia davvero una cosa negativa per l’uomo e il suo mondo; che non porta la pace e la fratellanza come professa di fare, ma al contrario fomenta la diffidenza, l’odio e le guerre”.
Green ha aggiunto:
“Le guerre sante che hanno insanguinato tante pagine dei libri di storia sono ancora più sanguinose che mai. In Irlanda, Israele e Iran la radice dell’odio è ancora la religione, e in ognuno di questi paesi le persone sono ancora disposte a uccidere e a essere uccise per la fede dei loro padri”.
A proposito di alcune uccisioni in un campo profughi in Libano, ha denunciato:
“Un esercito etichettato come ‘cristiano’ [ha] perpetrato uno dei più orribili massacri del nostro tempo”.
Queste parole risalgono al 1983, ma sembrano scritte oggi!
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