Le prime crepe al Cremlino
L'invasione dell'Ucraina si tradurrà in un "fallimento totale" e potrebbe far deflagrare un conflitto internazionale, secondo l'FSB, (il servizio segreto russo succeduto al KGB dell'era sovietica), in un rapporto fatto filtrare all'esterno.
Per saperne di più cliccate sul link https://www.affaritaliani.it/esteri/servizi-segreti-russi-putin-invasione-ucraina-784445.html?refresh_ce
Il documento rivela che l'agenzia di intelligence era rimasta all'oscuro dei piani di invasione ed era quindi impreparata ad affrontare le sanzioni inflitte ala Russia.
Che sia vero o falso è rivelatore che all'interno della nomenklatura non prevalga l'armonia e il dissenso inizi a manifestarsi apertamente. In altre parole lo scaricabarile sulle responsabilità di una gravissima umiliazione è in pieno svolgimento, mentre l'offensiva militare è in stallo.
Putin credeva che al primo urto la resistenza degli Ucraini avrebbe ceduto, che il governo sarebbe fuggito e che tutta l'operazione avrebbe comportato poche perdite e molto onore.
L'inattesa caparbietà dei difensori, l'eroismo di Zelinsky (bollato come nazista e drogato) e le forti perdite sul terreno (dove l'esercito russo è disorganizzato e privo di copertura aerea) hanno reso Putin ancora più paranoico. Alti responsabili dell'intelligence sono agli arresti domiciliari tra sospetti di congiure e tradimenti.
Nel frattempo le sanzioni producono effetti a catena. Il governo russo non ha fondi disponibili per ripagare in dollari gli interessi e il capitale dei prestiti contratti. Secondo la banca d'affari Morgan Stanley “L’insolvenza potrebbe arrivare già il 15 aprile, quando scade il periodo di garanzia di 30 giorni sui pagamenti delle cedole che il governo russo deve rimborsare su obbligazioni in dollari con scadenza nel 2023 e nel 2043”.
Le cedole ammontano a circa 116 milioni di dollari, che se venissero saldate (anche solo in parte) in rubli farebbero scattare il default tecnico. La Russia andrebbe ad aggiungersi nell'abisso economico a paesi come Argentina, Libano e Venezuela.
Sia Fitch che Moody’s hanno già declassato il debito pubblico russo al livello C (Ca, nella scala di Moody’s) che è l’ultimo gradino prima dell’effettivo default. S&P ha un giudizio marginalmente migliore (CCC-), ma ha sospeso le sue attività in Russia.
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Putin credeva che al primo urto la resistenza degli Ucraini avrebbe ceduto, che il governo sarebbe fuggito e che tutta l'operazione avrebbe comportato poche perdite e molto onore.
L'inattesa caparbietà dei difensori, l'eroismo di Zelinsky (bollato come nazista e drogato) e le forti perdite sul terreno (dove l'esercito russo è disorganizzato e privo di copertura aerea) hanno reso Putin ancora più paranoico. Alti responsabili dell'intelligence sono agli arresti domiciliari tra sospetti di congiure e tradimenti.
Nel frattempo le sanzioni producono effetti a catena. Il governo russo non ha fondi disponibili per ripagare in dollari gli interessi e il capitale dei prestiti contratti. Secondo la banca d'affari Morgan Stanley “L’insolvenza potrebbe arrivare già il 15 aprile, quando scade il periodo di garanzia di 30 giorni sui pagamenti delle cedole che il governo russo deve rimborsare su obbligazioni in dollari con scadenza nel 2023 e nel 2043”.
Le cedole ammontano a circa 116 milioni di dollari, che se venissero saldate (anche solo in parte) in rubli farebbero scattare il default tecnico. La Russia andrebbe ad aggiungersi nell'abisso economico a paesi come Argentina, Libano e Venezuela.
Sia Fitch che Moody’s hanno già declassato il debito pubblico russo al livello C (Ca, nella scala di Moody’s) che è l’ultimo gradino prima dell’effettivo default. S&P ha un giudizio marginalmente migliore (CCC-), ma ha sospeso le sue attività in Russia.
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